Chiacchiere dal barbiere
Giovedì, 30 Luglio 2009
Roba da matti! Se lo racconti in giro non ci crede nessuno! E’ la battuta che spesso usa il mio barbiere ogni volta che assesta una sforbiciata nelle capigliature mutate come il tempo ci muta. Quando vado nel suo santuario per incrociare le forbici che danno la forma del presente, il nostro dialogo non è altro che un resoconto patetico. Una serie di pettegolezzi sugli ultimi avvenimenti che solo una post-riflessione ci aiuta a ricostruire un modus vivendi non solo cetonese.
Mentre sei lì a parlare con la distorsione dello specchio assumi di volta in volta la figura che gli altri vedono in te. Allora succede che se le domande sono rivolte al Presidente della Pro Loco non puoi che raccontare gli aneddoti vissuti all’Ufficio Turistico. Come quello di un anziano signore che confessando difficoltà motorie e visive telefona da Bari chiedendo se a Cetona ci sono dei villaggi turistici al modico prezzo di 20 euro a persona in pensione completa. Amareggiato dalla risposta fornita dall’addetta, gia che c’è e abusando della gentile disponibilità dell’indispettita operatrice, chiede se sull’Isola d’Elba vi sono per caso dei paesi e gli eventuali porti d’imbarco con orario dei traghetti. Quando si dice sui costi della globalizzazione e sull’impossibilità ad utilizzare internet. Ma questo è nulla in confronto con una turista che si rivolge sempre all’Ufficio Turistico chiedendo un itinerario stradale da Cetona a Roma, che non si discosti molto dal tracciato autostradale, con possibilità di sosta “al fresco” per effettuare, insieme alla famigliola, piccole merende rifocillanti. Attenzione, nel viaggio che li ha visti giungere a Cetona hanno gia fatto sosta a Orte, Bomarzo, e a Orvieto. A questo punto se la via Cassia, alla volta di Bolsena, viene pregiudizialmente rifiutata, puoi mancare di rispetto se suggerisci l’acquisto di un panino e una fresca bibita da ingurgitare all’ombra degli autotreni nei piazzali di sosta delle aree di servizio di Fabro, Tevere, Giove e Flaminia Ovest?
Ma la retrostante vista del taglio della capigliatura ti fa credere per un attimo di essere cittadino del mondo e allora racconti di quando un gruppo di francesi ha preteso seduta stante che l’operatrice dell’Ufficio Turistico valutasse dettagliatamente la spesa economica di un viaggio da Cetona a Roma dell’allegra brigata, da effettuarsi, in base alla convenienza, in treno o in auto con tanto di itinerario in città con l’individuazione dei parcheggi. Oppure ti lasci andare al racconto di un sabato cetonese, quando stando seduto al bar, non hai potuto fare a meno di ascoltare una conversazione telefonica di una “Signora romana” che mette al corrente un conoscente di trovarsi ospite di una amica a Cetona. Di certo l’ignaro interlocutore ha chiesto come fosse il paesello. La risposta è stata quella che ti fa subito pensare come sarebbe meglio non pagare le tasse per far perdere tempo agli operai del Comune a tagliare l’erba. “Un paese troppo leccato, strade e vie pulite che non si addicono al mio gusto…manca di spontaneità…” Chissà cosa avrebbe raccontato se avesse visto aggirarsi “l’indigeno” quasi ottantenne in pantaloncini corti, con la merlite, incedere a piedi scalzi sulla piazza. Di certo avrebbe fatto la foto ricordo come fanno migliaia di turisti in posa con il Centurione davanti al Colosseo. Al solito il mio “coiffeur” dando l’ultimo colpo al verso dei capelli pronuncia sempre a voce alta: non so se mi sono spiegato…con una testa così sembri una persona importante! E mentre lui “sgrulla” i capelli dalla mantella mi torna in mente quella Signora attempata con fare intellettuale venuta a chiedere, sempre all’Ufficio Turistico perché punto Informazione, se per caso avessimo da parte quell’articolo di Guido Ceronetti che parla delle tante bugie sui vecchi (La Stampa.it 15/7/2009). Scaricando da Internet l’articolo richiesto mi sono permesso di aggiungere che mi era capitato di leggere ancor prima la risposta data, al quadro minuzioso di tutti i danni della vecchiaia, da un altro grande intellettuale come Arrigo Levi (La Stampa.it 17/7/2009) nella quale esaltava la crescita mentale, la saggezza che si accresce cogli anni, su quel grande patrimonio di idee e di parole che il tempo accumula in quella scatola misteriosa che ha nome cervello. “Ah si? Mi trovi e stampi per cortesia anche quello!”. E’ stato in quel momento che mi sono reso conto che a volte quell’energia vitale della verità sul nostro essere, si manifesta “purtroppo” anche a Cetona. Buona estate.
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