Commesse cetonesi
venerdì, 14 agosto 2009
A volte nelle piccole comunità come quella di Cetona, semplici cittadini del luogo ricoprono dei ruoli importanti. Anche la figura di anonimo cittadino, dalla baby sitter allo stravaccato giovane transfuga al bar, è significativa nel momento stesso che sei parte integrante del contesto. Se non altro per le statistiche ufficiali di qualsiasi genere, oppure con la presenza marginale, unita alle altre più significative, inevitabilmente e inconsapevolmente, vai a costituire l’immagine di un paese.
Così accade ai soggetti che nella loro vita hanno deciso di dedicarsi al sociale con fattiva partecipazione, trovandosi magari a ricoprire più ruoli nelle cariche di soci componenti o di sostenitori, altre volte come presidenti, di varie associazioni. L’onestà degli intenti sta proprio nell’esporsi pubblicamente dove è possibile verificare la bonomia dell’azione ed essere soggetti a giudizi positivi o quasi sempre a critiche. Fa parte del gioco, se ciò può definirsi un gioco dai tanti osservatori.
Prendiamo ad esempio il ruolo dell’attore teatrale, che “rappresentativamente” ricondotto a un piccolo paese come quello di Cetona denota un ruolo significativo ed estremamente importante nel contesto delle attività aggregative e culturali. Tutti possono apprezzare la recitazione anche nelle vesti di una trasgressiva “uccellaia”, oppure nel truculento linguaggio e incedere dei passi nella parte del “balordo” di paese. E’ una “rappresentazione” pubblica di un testo teatrale aperto alle risate dei parenti ed amici ed al giudizio di chiunque sia interessato al genere di spettacolo. Tutto questo rappresenta un lavoro che potremmo definire “consequenziale per il paese”. Una regista che propone un testo da animare, personaggi che accettano di essere attori protagonisti o semplici comparse, i tecnici che allestiscono scene e luci, assessorati alla cultura che stimolano certe attività con delibere e sovvenzioni, addetti alla promozione che pensano a divulgare programmi e notizie, tipografi che stampano locandine e infine, dimenticandoci di altri che danno il loro fattivo contributo alla buona riuscita delle iniziative, c’è il pubblico fruitore sovrano nel giudizio. Va in scena l’immagine di un paese con tutti i suoi pregi e difetti. Può piacere o non piacere. C’è qualcuno che ha da ridire su tutto quello che lo ha generato? Nessuno! O meglio, esponiamolo e discutiamone nelle sedi appropriate. Tuttavia, nonostante l’apprezzabile impegno di tanti cittadini che costituiscono e contribuiscono a dare l’immagine del paese c’è sempre qualcuno che si dimentica di smettere il costume di scena. E allora succede che alzandosi la mattina presto per assolvere al ruolo di “commessa” qualcuno dimentica che certi luoghi continuano ad essere per eccellenza momenti di esposizione pubblica dove quella immagine da dare continua ad essere significativa soprattutto se il dire e il fare accade davanti ad un pubblico variegato e perfettamente consapevole di non essere a teatro. Denigrare il proprio paese alludendo al fatto che “non si fa mai nulla a Cetona” oppure che ai cetonesi o a chi legge non “frega nulla” persino delle “chiacchiere dal barbiere”, è solo un insulto al buon senso e all’intelligenza che anima simili personali rappresentazioni, malgrado ciò, osannate spesso solo da stupidi e autoreferenti corrispondenti locali. E’ davvero incredibile che simili persone non si rendano conto che il solo essere abitanti o frequentare, per qualsiasi motivo e occasione la piazza di Cetona, ci rende attori principali e soggetti a pubblico giudizio sia nell’IMMAGINE e SOSTANZA che un paese può dare. E pensare che nella loro comicità sono davvero bravi …
Non ci sono ancora commenti per questa notizia
Puoi lasciare un commento, sottoscrivere il feed RSS o inviare un trackback.














