Il caso del dott. Alberto Rinaldi a “Chi l’ha visto?”
martedì, 3 novembre 2009
I meccanismi della comunicazione, con i loro metodi classici di trasposizione dei piani, ai fini di una possibile lettura della realtà dei fatti, sono davvero infallibili. Prova del tutto casuale è uno dei tanti autori sconosciuti di un blog (Master Top Forum che parla di poteri occulti, sette segrete, Massoneria, Rosa Rossa, omicidi strani e di suicidi) che non sapendo in quale argomento inserire la vicenda dell’omicidio del Dott. Alberto Rinaldi di Piazze ha pensato di ritenere il fatto uno di quei casi da inquadrare nel contesto di “vittime del sistema”.Neanche farlo apposta è stato proprio questo il significato conclusivo del servizio mandato in onda nella trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” di lunedì 2 novembre. A Piazze, un piccolo paese della toscana in provincia di Siena, agli inizi del novecento un medico scopre un farmaco miracoloso che guarisce artriti, artrosi e molte altre patologie. Negli anni trenta tra i suoi pazienti, Arturo Toscanini e tanti altri personaggi famosi. Nel 1935, il medico, bistrattato dalla scienza ufficiale, è stato ucciso fracassandogli il cranio e ha portato con sè il segreto nella tomba. Il servizio enuncia l’antifascismo di Toscanini e il profondo legame di amicizia tra il medico curante e il famoso direttore d’orchestra, logico concludere che i fascisti avrebbero ucciso Alberto Rinaldi. Tuttavia il rischio corso in questo caso è stato quello che ciò che è chiaro e apprezzato da alcuni è malinteso o rifiutato da altri. Sarebbe bastato raccontare la “verità processuale” se non fosse che i fatti all’epoca ascritti come la condanna del sospetto omicida, non hanno fugato i dubbi e il mistero è rimasto.E allora? Forse sarebbe stato meglio trattare una vicenda della storia italiana mai del tutto chiarita come quella del delitto Rinaldi affidandosi ad un altro genere di trasmissione televisiva come Blu Notte di Carlo Lucarelli per scandagliarne minuziosamente la dinamica, i risvolti investigativi e processuali attraverso una rigorosa documentazione. La prodigiosa scoperta e la figura del medico Rinaldi avrebbero risaltato di luce propria e un testimonial d’eccezione come Toscanini sarebbe stato solo di supporto al rango di un “effetto collaterale” su tanta celebrità. Ma nell’epoca della banalizzazione dominante la disparità di livello culturale e sociale tra le due trasmissioni televisive, o meglio ancora, tra le spiegazioni da dare ai fatti in mancanza di una chiave di lettura del mistero, avrebbero influenzato molto la tecnica di racconto che non è giornalistica ma narrativa. Meglio la punteggiatura e la musicalità proprie del romanzo se non altro fanno la differenza…e appassionano il pubblico.
Il video integrale “Il medico di Toscanini”
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