Il caso del medico Alberto Rinaldi di Piazze fa discutere
martedì, 17 novembre 2009
Una “bufera” forse pretestuosa quella nata intorno al famoso caso del Dr Alberto Rinaldi di Piazze di cui abbiamo gia dato conto su questo blog. A fare notizia l’intervista rilasciata a “Il Cittadino On line” e “Corriere di Siena” dal Prof. Giuseppe Richichi autore di una indagine svolta sulla misteriosa morte del medico curante di Arturo Toscanini. Secondo l’illustre professore romano con “il pallino delle indagini investigative” la trasmissione del 2 novembre di “Chi l’ha visto?”, che si è occupata del caso Rinaldi, è stata incompleta nell’informazione in quanto a suo dire nel servizio non è stato fatto alcun cenno a quanto da lui scritto (e pubblicato in un volumetto fuori commercio) sulla terapia e sulla morte del Dr Rinaldi tanto da chiederne i “motivi” alla responsabile della trasmissione stessa. Se mai conosceremo quali possono essere state le cause ostative di tale “censura” mi permetto di entrare nel merito della questione se non altro per aver contribuito, in tempi meno sospetti, alla promozione di iniziative conoscitive della figura del Dr Alberto Rinaldi. Alla luce del dibattito che ne è scaturito soprattutto dopo la recente pubblicazione del libro da parte di Susanna Rinaldi (Il medico di piazze. La storia del dottor Alberto Rinaldi che guarì il maestro Arturo Toscanini e centinaia di malati incurabili – Edizione Emmecipi – ) è da ritenere che l’interpretazione “logico deduttiva” del mistero avanzata dal Dott. Richichi, è una di quelle spiegazioni che lascia comunque scontenti tutti coloro che del Dott. Rinaldi e della sua “prodigiosa scoperta” ne desiderano un “riconoscimento ufficiale”. In primo luogo dalla medicina, cosa che leggendo l’analisi fatta dal Dott Richichi sarebbe assai dubbia nel caso fosse comprovata la verità sul portentoso “metodo” clinico e terapeutico di tipo “omeopatico”. Infatti l’omeopatia, come diverse altre medicine complementari e tradizionali, è riconosciuta appunto in complemento alla medicina ufficiale in tutti paesi occidentali civilizzati tranne che in Italia. Anche l’ipotesi suggestiva dell’omicidio scaturito nell’ambiente farmaceutico resta comunque un ipotesi come le tante altre che hanno messo in cattiva luce la reputazione del Dr Alberto Rinaldi. E allora confutando pure la sentenza del processo di Brescia, per il quale nonostante il tempo trascorso si potrebbe conoscere anche chi sostenne le spese legali della difesa del condannato, figuriamoci il clamore se l’alone di mistero che avvolge la figura del Dott. Rinaldi venisse meno anche sulla causa che determinò l’omicidio, verosimilmente molto più terra terra come sembrerebbe quella confessata in punto di morte, da un certo “soldatino” che nella sua vita, per bisogno, ebbe la malaugurata idea di avventurarsi in un furto di denaro mal riuscito. Cosa rimarrebbe della figura del Dott. Alberto Rinaldi se l’ipotesi veritiera fosse solo quella di uno stupido assassinio di un medico per giunta omeopata? Solo il fatto di essere stato il medico curante di Arturo Toscanini. Questo e non altro può documentarsi in via ufficiale. Meglio lasciare l’alone di mistero per lo sfondo di un romanzo o per un soggetto cinematografico…se non altro potrebbe essere legittimo “motivo”no?
4 commenti a “Il caso del medico Alberto Rinaldi di Piazze fa discutere”
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Pubblico il commento del Prof. Richichi inviatomi per email.
Ho letto sul blog Cetona il commento (anonimo) alla mia intervista rilasciata al giornalista Leonardo Mattioli nella quale mi rammaricavo del fatto che la trasmissione chi l’ha visto? non abbia parlato del delitto Rinaldi dopo aver bene illustrato la sua vita professionale ed il rapporto con Arturo Toscanini.
Desidero proporre all’attenzione del commentatore e dei lettori del blog qualche considerazione chiarificatrice sul motivo del mio disappunto.
Se la storia del Dr. Alberto Rinaldi e la sua amicizia con Arturo Toscanini fosse stata presentata in un altro programma televisivo di intrattenimento ( esempio uno mattina o, che so io, buona domenica) non avrei avuto nulla da obbiettare. Ma la trasmissione chi l’ha visto si occupa di delitti insoluti.
Allora i casi sono due 1)Se il responsabile della trasmissione riteneva che che il delitto Rinaldi fosse stato risolto dalla sentenza di Brescia . non avrebbe avuto alcun motivo di fare un servizio sul Dr. Rinaldi, trattandosi , evidentemente, di un caso senza mistero e quindi,fuori dagli interessi del programma.
2)Se invece riteneva ,come è verosimile , che ci fossero molti dubbi sulla veridicità di quella sentenza,dopo aver illustrato la vita del Dr. Alberto Rinaldi, ottimamente raccontata dalla bis nipote Susanna, avrebbe dovuto occuparsi del delitto ,ma non l’ha fatto.
La cosa strana è che io sono stato contattato dalla redazione di chi l’ha visto ( non è stato il contrario) ed io ho inviato il libretto che ho stampato nel 2007 in una edizione fuori commercio ,proprio per rispetto alla famiglia Rinaldi e per fugare ogni dubbio di un mio eventuale interesse venale nella vicenda.
Bastava leggere il libretto per conoscere una nuova pista sui motivi ed i mandanti del delitto, alternativa a quella della sentenza e, dare contenuto istituzionale e, quindi, interesse e completezza alla trasmissione.
Non è stato fatto e non ho potuto finora sapere il motivo. Tutto quì
Per quanto, viene scritto, dopo nel blog, forse con una malcelata ironia, circa la insussistenza della mia tesi, desidero precisare che:
1) Non ho la presunzione di avere scoperto la verità ma ho la certezza di avere fatto una ricerca molto accurata e documentata, applicando la metodologia della ricerca scientifica come nelle circa 200 pubblicazioni di cardiologia da me svolte nella mia carriera.
2)Ogni congettura deve considerarsi valida fino a quando non viene confutata ( Karl Popper ) ed io aspetto che il mio commentatore sul blog avanzi e documenti valide confutazioni.
Con i più cordiali saluti
Prof. Giuseppe Richichi
P.S.chiedo scusa per avere scritto che il commentatore della mia intervista a Leonardo Mattioli è un anonimo ,mentre è il ben noto Massimo Mercanti.
Con cordiali saluti . G. Richichi
Egr. Prof Richichi, l’ironia che Lei ha intravisto nel mio commento non era rivolta alla Sua figura ne al volumetto che peraltro ricorderà fu da me apprezzato e fatto oggetto di mio interesse tanto da farne una iniziativa pubblica a Piazze con proiezione della Sua intervista rilasciata al giornalista Mattioli. Anche io ho trovato strano, sul piano della comunicazione, l’aver affrontato il caso Rinaldi, così come confezionato nella trasmissione di Chi l’ha visto? trovandolo appunto, fuori luogo. Ho la sensazione che del Dott Rinaldi tutti ne vogliano parlare ma senza dare un contributo sostanziale alla vicenda in sè che ha negato per oltre 70 anni quel “riconoscimento ufficiale” che Lei stesso ha evidenziato nella conclusione della Sua indagine. Insomma, personalmente sono daccordo sull’analisi scientifica da Lei condotta sul “metodo” Rinaldi e indipendentemente dalla sentenza del Tribunale (che seppur con una condanna non ha risolto il mistero sull’omicidio) il libro di Susanna non ha aggiunto niente di nuovo a ciò che si conosce da tempo. A volte sembra che fare di una persona un santo non basta che abbia agito per il bene del prossimo ma ci sia bisogno di inventarsi almeno un miracolo….e il Dott. Rinaldi non ha certamente bisogno del miracolo Toscanini per essere ricordato: basterebbero le testimonianze di tantissimi suoi pazienti che infischiandosene del metodo “scientifico” adottato hanno trovato giovamento nella sua cura. E allora, tutta l’operazione agiografica fin qui condotta, (non dal Prof. Richichi) dal punto di vista comunicativo trova una sua giusta correlazione sulla figura del Dott. Rinaldi? Io penso proprio di no!
Dalla mail del Prof. Richichi.
desidero ringraziare Massimo Mercanti per la bella risposta che ha inviato alle mie rimostranze inviate il 21 u.s.
Sono lieto di non essere io il destinatario dell’ironia e mi spiace di non averlo capito.
Vorrei ricordare a Massimo che io non ho partecipato all’evento da lui promosso nell’Agosto 2008 nella sala di S. Lazzaro a Piazze,pur sapendo che si sarebbe parlato di me e della mia ricerca. Ho sempre mantenuto un basso profilo personale proprio per non dare adito ad alcuno a pensare che in questa vicenda io potessi avere interesse di immagine. L’interesse che mi ha mosso è stato quello scientifico e, come conseguenza, quello di riabilitare la figura professionale ed umana del Dr. Rinaldi, dimenticato da tutti per oltre 70 anni, e ritenuto come un guaritore per la medicina ufficiale ed un usuraio per le conclusioni processuali.
Ho anche tentato invano con l’allora sindaco di Cetona Dr. Caldesi di proporre la dedica di una piazza del paese al Dr. Rinaldi. Il sindaco ha risposto negativamente alla mia proposta dicendo che c’erano ancora molte ombre sulla figura del Dr. Rinaldi ( conservo la sua lettera).
Desidero concludere con un invito a Massimo Mercanti ad organizzare una conferenza ( tipo tavola rotonda dei congressi) da svolgersi nella sala della Chiesa di S. lazzaro, invitando come relatori tutti quelli che si sono occupati del problema in modo che, se ci sono opinioni divergenti, ci sia un confronto ed attraverso il confronto si possa, eventualmente, giungere a costruire un consenso.
Questa iniziativa culturale, adeguatamente pubblicizzata,potrebbe riportare Piazze su un livello di visibilità maggiore rispetto agli eventi gastronomici tradizionali,poichè attirerebbe anche l’interesse dei numerosissimi fan del Maestro Toscanini .
Con i più cordiali saluti.
Giuseppe Richichi
Ringraziandola della Sua cortese disponibilità non posso che girare l’invito alle Associazioni Culturali presenti in Piazze e comunque farmi promotore dell’iniziativa da Lei suggerita.