Il “presepio” di Cetona
Mercoledì, 30 Dicembre 2009
Quando si ha il privilegio di vivere in un piccolo paese come quello di Cetona si ha il senso della qualità della vita. In verità quanto detto potrebbe sembrare un controsenso se visto con gli occhi del cetonese che in questo luogo vi vive da sempre e a volte vi vegeta…
Eppure c’è chi ha scelto Cetona come luogo ideale per osservare il mondo. Un punto di vista diverso dai salotti mondani, dai luoghi delle opportunità come per scontato sono le grandi città per due operatori nel campo dell’arte. Da molti anni Tazio Angelini e Fausta Ottolini vivono questa “straordinarietà” nel loro tempio dell’arte incastonato, o meglio ancora scolpito, all’interno delle mura cinquecentesche della loro dimora cetonese. Un luogo dove il tempo e lo spazio si possono annullare ma percorrendo i saliscendi dei meandri hai la sensazione che quel tempo, che non è altro che il tuo tempo, si dilati per divenire millennio. Un percorso quello nella Galleria d’arte Archidoro che ti apre al fascino e alla conoscenza delle tecniche con quel pizzico di mistero. E allora ti accorgi che qui, tra vestali e figure simboliche, esoteriche nella loro religiosità e bellezza, il ritmo del tempo ti rimanda al rito della ricorrenza e improvvisamente, per trasmettersi dalla mente al cuore, ti appare non il “presepe” ma il “presepio”, che per sua radice celeste e ramo terrestre Tazio e Fausta, da artisti laici rispettando il sacro, lo hanno collocato in una loro costellazione atavica come potrebbe essere quella del cavallo. E’ questa la genialità, la differenza sostanziale di chi per una ricerca della contemporaneità ha scelto Cetona come area speciale, adagiandosi nel passato per il futuro.
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