Impressioni da un giardino di Cetona
venerdì, 4 maggio 2012
Quando ho visto il Dottor Romiti seduto in quella piccola poltrona del suo giardino, con lo sguardo fisso rivolto al panorama, ho immaginato che il suo pensiero fosse di nuovo su quel bambino che da grande avrebbe voluto fare il segretario comunale di un piccolo paese, il guardiano di un faro o il direttore d’orchestra.
Qualunque fosse stata l’intenzione di quel bambino, figlio di un impiegato delle poste, di certo non è stata immaginata da quella terrazza naturale che domina sul panorama di Cetona. A volte le coincidenze sono davvero strane, nel senso che ti passa accanto un personaggio protagonista di cinquant’anni di storia italiana e pur riconoscendo l’autorevolezza della persona non ti soffermi nemmeno a seguirlo con lo sguardo. Poi succede che cinquant’anni di economia, finanza e politica italiana siano raccontati da questo protagonista e sei tra i primi a correre in libreria ad acquistare il libro-intervista (Storia segreta del capitalismo italiano – Longanesi) per renderti conto di questo personaggio che nella quotidianità cetonese è solo un distinto anziano signore a far la fila dal salumiere. Poi succede ancora che per circostanze “istituzionali” accompagni delle persone a conoscere alcuni luoghi suggestivi come alcuni giardini privati cetonesi e in una bellissima mattinata di sole scegli proprio quello della “Taragna” dimora abituale del Dottor Cesare Romiti. Non pensavo d’incontrarlo ma per l’occasione mi ero preoccupato di indossare giacca e cravatta adeguata, nel caso si fosse improvvisamente materializzato a far gli onori di casa. Con il suo sguardo severo non avrei voluto subire una sarcastica battuta come quella volta che fece arrossire un giovane dirigente che indossava un cardigan rosa. Il fatto di poter incontrare da vicino un protagonista di un sistema che ha unito finanza, capitalismo delle grandi famiglie e politica, in un intreccio che ha prodotto insieme frutti virtuosi e perversi può mettere soggezione ma l’aver conosciuto il suo pensiero sui principi dell’etica (ribadito anche nell’intervista televisiva da Fabio Fazio) che poco si addice nel mondo degli affari e il suo dispiacere per un certo degrado del mondo attribuito anche al mancato rispetto delle forme, mi ha fatto sentire meno provinciale e retrogrado. Ero lì sul prato all’inglese del suo giardino a significare alla curiosa comitiva di persone il senso di quella visita in un luogo particolare davanti all’eccellenza del paesaggio cetonese, quando ho avuto la sensazione che il Dottor Romiti, sempre con lo sguardo rivolto al panorama, ascoltasse quello che stavo dicendo. E’ stato in quel momento che ho percepito con un brivido di orgoglio il senso di un aneddoto apparentemente insignificante raccontato nel libro. Quando il Dottor Romiti comprò all’insaputa dell’Avvocato Agnelli il celebre Palazzo Grassi a Venezia giustificandosi che sarebbe stato “l’emblema culturale della Fiat”.
Ecco, cogliere il senso dell’essere davanti al “mio” suggestivo paese e osservare uno dei più importanti dirigenti d’azienda italiani nella sua dimora abituale affacciata sul panorama sublime di Cetona è stato per me emblematico e significativo se non altro per “giudicare una persona a fine carriera”.
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