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Cetona e la sua rievocazione storica: No comment


Al termine della tradizionale Rievocazione storica  alcune persone mi hanno chiesto un giudizio a caldo. Ho risposto con un “no comment” ben scandito sperando di significare tutta la mia insoddisfazione per il deludente spettacolo offerto alla cittadinanza e ai numerosi turisti che di solito sono in cerca di questo particolare genere di “folklore” per i loro ricordi di viaggio in una terra ricca di eccellenze storiche.

Poi ho pensato che il giudizio potesse essere ingeneroso nei confronti dei bravi e apprezzatissimi giovani tamburini e sbandieratrici, verso i sudatissimi montatori delle strutture, i tecnici delle luci e audio e su tutti coloro che fino a tarda notte hanno movimentato attrezzature e oggetti di scena. Sono anni che gli organizzatori della manifestazione mettono tutto il loro impegno nel tentativo di offrire al pubblico un degno “spettacolo” pensato e realizzato dai cetonesi temendo l’esito dell’esame nonostante gli assicurati applausi, dai parenti e amici, ai piccoli e grandi figuranti che invadono la scena sulla piazza. Non c’è verso: il risultato non soddisfa l’impegno profuso e quando fai anche pagare dieci euro di biglietto non puoi sottrarti alle critiche. Puoi anche mettere una eccellente voce narrante fuori campo a raccontare una Storia interessante ma quello che poi viene rievocato “con i quadri” presentati nel grande spazio della piazza deve essere ben organizzato nella sua coralità, illuminato e accompagnato da una musica adeguata. La Rievocazione degli eventi che portarono Cetona nel 1418 al passaggio tra il dominio di Perugia a quello della Repubblica Senese sebbene supportati da documenti  storici hanno bisogno di essere vestiti di suggestione, di riproposizione di un clima del tempo dove ad amalgamare l’immagine di un Castello di frontiera erano dame e cavalieri, gente del popolo intrisa di gesta eroiche e affetta da superstizione. Le poche cose narrate non hanno restituito tutto questo per mancanza di una “regia” capace di saper costruire, con i mezzi a disposizione, questa raffigurazione semplice e dignitosa ma ricca di spunti per suscitare emozioni in un vero tuffo nel passato.

La rievocazione storica è di fatto uno spettacolo diverso dalla “Corsa delle Brocche” vera e propria gara tra antagonisti e occorre metterlo in scena sapendolo fare. Altrimenti la figuraccia non la fanno solo gli autori, attori, tecnici e semplici appassionati ma l’intera comunità che ha l’orgoglio della sua Storia.

5 commenti a “Cetona e la sua rievocazione storica: No comment”

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  1. Rapicetta Roi il 30 lug 2012 alle 14:09 ha detto:

    Caro Massimo, il prossimo anno, con il solito impegno amatoriale, appassionato e disinteressato, di tutti coloro che vorranno rinnovare la loro partecipazione a questa impresa collettiva, (da vedersi senza accomodanti distinzioni, come l’impresa congiunta di sbandieratori, tamburini, tecnici delle luci, figuranti e registi) cercheremo di fare meglio, e l’anno dopo meglio ancora, sperando nel tempo di essere all’altezza delle aspettative artistiche e dei commenti anche degli spettatori più esigenti.
    Il presidente dell’associazione
    Corsa delle brocche di cetona
    Rapicetta Roi

  2. Andrea Bacci il 30 lug 2012 alle 22:37 ha detto:

    Caro Massimo, con i mezzi (economici) e il tempo da sottrarre alla famiglia e agli impegni professionali di ognuno di noi, è già un miracolo che lo spettacolo sia stato messo in scena. Rispetto la tua opinione, del resto di persona che sa quel che dice e lo fa mai a sproposito, però a parte le ovvie pecche dovute al dilettantismo di tutti noi, e all’illuminazione francamente insufficente della prima parte dello spettacolo, il resto è stato comunque dignitoso e non credo che la gente che ha pagato il biglietto si sia annoiata. Con i mezzi umani ed economici che ha la Corsa delle Brocche di Cetona, di più, per il momento, non si può fare. Per il resto credo che sia stata una tre giorni tutto sommato divertente ed emozionante, per chi ne è stato protagonista e per chi ha fatto solo lo spettatore. Questo è, francamente, ciò che maggiormente ci interessa.
    Andrea Bacci
    Figurante della Corsa delle Brocche

  3. Massimo Mercanti il 31 lug 2012 alle 07:23 ha detto:

    Carissimi Roi e Andrea, figuriamoci se non è apprezzabile e auspicabile il proposito di far meglio le cose nel futuro nelle forme “amatoriali, appassionate e disinteressate” come sempre del resto sono state fatte nel passato. La presunzione deve essere quella di offrire semplicemente uno spettacolo ben fatto che emozioni il vario pubblico che assiste e che gratifichi coloro che lo realizzano. Per quelli che hanno le esigenze artistiche c’è sempre un modico biglietto per un cinema o un più salato biglietto per una poltrona di teatro.

  4. Stefania Stefani il 31 lug 2012 alle 17:00 ha detto:

    per quanto mi riguarda faccio i complimenti a quelle 3/4 persone che si sono impegnte per mettere in scena la rievocazione sottraendo tempo alla famiglia e al lavoro pur di portare avanti questo evento. Secondo il mio modesto parere è stato emozionante e impeccapibile come al solito, del resto non si può accontentare tutti. Le critiche sono giuste se costruttive. e non mirate a gettare solo discredito su un pugno di persone.

    stefania stefani

  5. Alarico Fastelli il 01 ago 2012 alle 03:49 ha detto:

    In qualita’ di turista genovese e anche di cittadino occasionale di cetona faccio i complimenti a Roi per l’organizzazione della corsa delle brocche che al di la di commenti ad ogni costo riduttivi é stata una iniziativa molto avvincente tenendo conto per altro della ambientazione storica molto curata anche cronologicamente e la bravura delle giovani sbandieratrici che con pochissimi errori hanno portato a termine una più che dignitosa parata in stile medioevale. Complimenti per la realizzazione.

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